Roberta Zantedeschi, nominata Top Voices 2020 da LinkedIn, è approdata alla Rete al Femminile di Biella durante la Primavera del 2020 per raccontarci come usare con profitto LinkedIn. Il suo entusiasmo per la piattaforma, condito da spiegazioni efficaci, ha creato un reale interesse che ho voluto approfondire con questa intervista a distanza di un anno.
Questo articolo è frutto di una chiacchierata con Roberta, nella quale ci siamo confrontate sul tema del networking su LinkedIn.
Roberta presentati: chi sei e che lavoro fai nella vita?
Sono Roberta, per quasi tutti la Roby, per qualcuno la Zante, per due maschietti sono la mamma, per altri due la zia.
Professionalmente sono una formatrice e consulente, esperta di comunicazione e scrittura efficace. Lavoro con le aziende che si prendono cura delle loro persone, aiutandole a migliorare la comunicazione interna e lavorando con loro sui temi dell’employee advocacy, employer branding e social recruiting. Offro poi consulenza alle persone che vogliono comunicare e comunicarsi meglio sul mercato del lavoro.
Sono una creatrice seriale di contenuti on line, su LinkedIn of course, ma mi diverto anche con le note vocali Telegram (canale Personal HR) e con i video su youtube (amatoriali, sia chiaro). Nella vita, oltre a lavorare, leggo, scrivo, cucino (l’ho detto che sono stata foodblogger? ogni storia ha un suo principio, il mio si chiama Ratatouille – non solo cibo), corro, preferibilmente all’alba e quando posso tra i monti.
La Rete al Femminile è un’associazione di networking, tu che ne pensi del networking?
Potrebbe sembrare compiacente come risposta ma è la più vera che io possa darvi: il networking è alla base del mio percorso professionale e anche del mio lavoro di oggi.
Costruire una rete di relazioni significative e stabili, ma via via sempre nuova, è ciò che mi permette di imparare, di ampliare gli orizzonti, di confrontarmi con chi è più bravə di me, di aggiungere vivacità al mio lavoro, di divertirmi lavorando (cosa essenziale per me), di sviluppare progetti più belli e più grandi di quelli che potrei gestire da sola e di intercettare nuove opportunità e clienti, ça va sans dire.
Il networking si può fare su LinkedIn?
Senza dubbio sì. Il mio network oggi si sviluppa in gran parte proprio su LinkedIn, potrei fare nomi e cognomi di persone che sono entrate a far parte della mia vita professionale e che ho conosciuto su questo social network e rapporti di amicizia che hanno visto spuntare in un post di qualcuno il primo germoglio. Il segreto poi è riuscire ad alimentare e nutrire quei contatti che dimostrano di avere il potenziale per trasformarsi in relazioni.
LinkedIn può essere utile per le libere professioniste e i piccoli biz? Se sì, in che modo?
Direi che LinkedIn è uno dei luoghi che più si prestano a supportare lo sviluppo professionale di libere professioniste e piccoli biz.
Innanzitutto LinkedIn, per le funzionalità che ha sviluppato, si sta trasformando in una sorta di sito professionale: permette di sviluppare contenuti estemporanei (post), di avviare un blog (con gli articoli), di inviare newsletter, di fare sondaggi e cercare collaboratori.
Il profilo poi, se ben compilato, è una landing page ma anche una sales page (nel campo delle informazioni/about).
Rispetto a un CV (con cui è stato confuso per molto tempo) il profilo LinkedIn consente di dare di sé una visione tridimensionale, raccoglie allegati di tutti i tipi, è dinamico e interattivo.
Infine ci sono il networking e il personal branding: due attività che su Linkedin trovano terreno fertile grazie alla creazione di contenuti. Postilla: i contenuti sono in realtà conversazioni su LinkedIn e non proclami, bando all’autoreferenzialità spinta e spazio al dialogo, al confronto e alla creazione di valore.
Roberta, oltre ad essere una Top voices di LinkedIn sei anche una libera professionista che lo usa per lavoro che cosa ritieni sia stato vincente nella tua strategia?
Direi la Rilevanza. Con Rilevanza intendo lo sforzo di creare contenuti interessanti (tratto temi legati alla ricerca di lavoro e alla comunicazione efficace e su LinkedIn hanno buon seguito), utili (sono concreta e pragmatica, cerco di trasferire concetti utilizzabili) e adeguati al contesto (ho smesso di essere ironica… su Linkedin le persone non apprezzano l’ironia, soprattutto da parte delle recruiter).
In secondo luogo continuità e costanza, servono per rendersi riconoscibili.
Per finire ho imparato a mettermi nei panni di chi legge e a scrivere per loro.
Ci sono categorie che non sono molto rappresentate su LinkedIn?
Una delle persone che ha raggiunto più risultati nell’ultimo anno, su LinkedIn, è Luciana Pellizzato, Luciana è un’educatrice dell’infanzia e lavora come baby sitter. Ha sviluppato contenuti legati all’educazione dei bambini e oltre a usare LinkedIn oggi produce contenuti su Youtube e invia la sua newsletter. Lungi da me dire che LinkedIn rappresenti tutte le categorie e i ruoli professionali, però la visibilità dei profili personali si basa ancora su traffico organico e questo permette a chiunque di utilizzarlo per fare networking, sviluppare credibilità e autorevolezza.
3 cose che sono cambiate su Linkedin nel 2020?
La densità: siamo in molti, molti di più.
La quantità di contenuti, per ovvie ragioni di numeri ma anche perché l’attenzione verso il social content marketing è molto aumentata in tempo di pandemia.
L’ingresso delle stories… su cui ancora non mi pronuncio perché temo che una cosa non sia cambiata, ovvero l’incapacità delle persone di usare strumenti simili in modo differente e per differenziarsi.
3 cose da tenere sotto controllo (oppure 3 trend) che prevedi nel 2021?
Se parliamo di tematiche che su LinkedIn possono avere visibilità e svilupparsi direi tutto il tema del femminile: il lavoro al femminile ma anche un lavoro che è sempre più femmina, come lo racconta Silvia Zanella nel suo ultimo libro (Il futuro del lavoro è femmina), e naturalmente le opportunità di sviluppo professionale delle donne, il loro ruolo nel mercato del lavoro, la lotta agli stereotipi di genere e fino al linguaggio e alla scrittura inclusiva che non sono tematiche riguardanti solo le donne ma la cui attenzione è senza dubbio frutto della loro maggior sensibilità.
Se invece guardiamo alla piattaforma di per sé, la mia impressione è che si stia spingendo sul carattere social a scapito di una differenziazione spiccata. Più che un trend il mio è il timore dell’ingresso dell’ADV anche per i profili personali, staremo a vedere.
Ultimo aspetto che continuerà a essere rilevante su LinkedIn è la possibilità di creare community all’interno della community (il networking insomma): non attraverso i gruppi, piuttosto in forme meno strutturate come ad es. la Call_azione, iniziativa nata per favorire il networking all’inizio del primo lockdown e tutt’ora attiva, solida e in sviluppo.
Da LinkedIn è tutto, se vuoi approfondire alcuni temi o hai domande scrivi a Roberta o alla sottoscritta, dove? Su LinkedIn, ovviamente.

Articolo molto utile, soprattutto quando Roberta Zantedeschi afferma l’imprescindibilita’, oggi, di creare una rete di relazioni sincere, autentiche e nell’ottica vinci-vinci.
Un saluto a Marie Louise Denti e a Roberta, che ringrazio per avermi citata.