Roberta Pastore

A proposito di me

Vivo tra Salerno e Genova: le mie radici sono a Salerno, il mio cuore a Genova, e il mare è il filo che tiene insieme entrambe. Sono zia di tre gemelli adolescenti, e forse anche per questo sento forte la responsabilità di essere un esempio concreto di possibilità.

Sono un’architetta, ma a un certo punto ho sentito che progettare spazi non mi bastava più. Volevo progettare opportunità, immaginari, futuri.
Il mio percorso è iniziato in modo piuttosto tradizionale, tra università e studio professionale, fino a quando alcune esperienze hanno cambiato profondamente il mio sguardo. Tra queste, il lavoro con il gruppo G124 di Renzo Piano sulle periferie italiane: a Librino, a Catania, abbiamo trasformato uno spazio abbandonato in un luogo di gioco per bambini. Lì ho capito quanto il progetto possa diventare uno strumento sociale, capace di generare impatto reale.
Da quel momento, qualcosa si è spostato dentro di me.
Nel 2020, insieme alla mia socia, ho dato vita a Trotula, un progetto educativo transmediale ispirato a una figura femminile straordinaria del passato, Trotula de Ruggiero, ma con uno sguardo profondamente contemporaneo. Un progetto che unisce educazione, narrazione e innovazione per accompagnare i più piccoli nella crescita.
Questo percorso mi ha portata a rimettermi in gioco anche sul piano accademico: ho appena conseguito il Dottorato di ricerca in Didactics, Special Pedagogy and Technology for Inclusive Education, approfondendo il ruolo delle tecnologie e della narrazione nel contrasto alle povertà educative.
Nel 2024 ho ricevuto il premio She’s Next di Visa, un riconoscimento che ho vissuto non solo come un traguardo personale, ma come un segnale importante: stiamo andando nella direzione giusta.
Credo molto nelle connessioni, nelle reti e nella forza delle donne che scelgono di sostenersi a vicenda.
Oggi il mio lavoro si muove tra progettazione, educazione e impresa, con un obiettivo chiaro: generare impatto e aprire possibilità, soprattutto per le nuove generazioni.

Sono felice di entrare a far parte di questa rete.

Perché sono in Rete

Ho scelto di entrare in Rete al Femminile perché credo profondamente nella forza delle connessioni tra donne.

Il mio percorso, tra architettura, educazione e impresa, mi ha insegnato che nessuna crescita è davvero solitaria: ogni passo nasce da incontri, scambi e relazioni significative.
Portando avanti il progetto Trotula, ispirato anche alle Mulieres Salernitanae, porto con me un valore che sento profondamente: la collaborazione e il sostegno tra donne come leva di cambiamento reale.
Mi riconosco in un modo di fare impresa generativo, basato sulla condivisione, sulla crescita reciproca e sulla possibilità di creare impatto insieme.
Per me entrare in questa rete significa proprio questo: contribuire, connettermi e continuare a crescere insieme ad altre donne.