Antonella Mele

A proposito di me

Sono una donna curiosa, entusiasta, avida lettrice e in pace con sé stessa.
Ho cambiato pelle diverse volte: sono diventata un po’ cittadina del mondo avendo vissuto all’estero per molti anni, ho vissuto le soddisfazioni di chi cresce in ambienti lavorativi complessi. Ed è proprio in quei contesti che ho imparato, a caro prezzo, cosa significa difendere il proprio benessere lavorativo e la propria identità professionale fino a scoprire gli strumenti per essere una donna soddisfatta e centrata.
Oggi sono business coach ed executive coach, specializzata in leadership, sviluppo professionale e gestione di tutto quello che nella vita lavorativa impatta il benessere: stress, burnout, dinamiche relazionali difficili, equilibrio tra vita professionale e personale.
Ho iniziato come professionista del marketing digitale, poi sono diventata ibrida tra il mondo delle multinazionali e quello del coaching, fino a scegliere di dedicarmi esclusivamente a questo lavoro — oggi questo mi appaga profondamente, insieme alle opportunità di formazione e divulgazione che cerco di sfruttare quanto più possibile.
Il mio approccio alla crescita professionale nasce dall’esperienza diretta: so cosa significa costruire una leadership solida in ambienti ostili, gestire lo stress senza perdere sé stessi e trasformare le difficoltà lavorative in strumenti di consapevolezza.
Accennavo alla lettura, che è la mia prima passione e che mi ha portata a collezionare oltre 1.100 libri (Umberto Eco ne aveva oltre 40.000, quindi sono ancora una principiante). Mi piacciono il mare, l’ironia, viaggiare in macchina, la compagnia che offre spunti e visioni nuove, i vini rossi strutturati ma anche le bollicine, costruire situazioni nuove da zero e aiutare gli altri a farlo.

Perché sono in Rete

Sono in Rete perchè credo che stringere relazioni umane qualitativamente soddisfacenti sia uno dei pillar del benessere di ognuno, prima ancora delle relazioni professionali – per me viene prima la persona e poi il/la professionista, era così anche quando gestivo persone nella multinazionale. Credo che avere degli spazi femminili di confronto e costruzione sia qualcosa di rigenerante, un posto dove confrontarsi con pari che vivono sfide simili in un contesto orientato al valore, un’opportunità di portare la propria expertise personale e professionale a beneficio di tutte.