Venerdì 27 febbraio si è tenuto, presso il Salone del Popolo di Udine, il terzo appuntamento del ciclo di eventi Lavoro Economia Crescita organizzato dalla Rete al Femminile di Udine.
Partendo da un’idea della nostra socia Lara Cattarossi, avvocata, abbiamo deciso di concentrarci sul tema delle false partite IVA, sulle specificità del lavoro subordinato e di quello autonomo e sugli aspetti da valutare nella costruzione di un progetto professionale proprio. È nato così il convegno “Le false partite IVA. Prospettive di cambiamento“.
Per l’occasione ci siamo fatte guidare dalla professoressa Roberta Nunin, ordinaria di diritto del lavoro presso l’Università di Trieste e presidente della commissione Pari Opportunità del Comune di Udine, e da Francesca Bellini, dottoressa commercialista, socia della Rete al Femminile di Udine.
Le zone grigie del lavoro: l’intervento della professoressa Nunin
In un intervento approfondito e coinvolgente, la professoressa Nunin ha saputo portarci con grande chiarezza all’interno di una materia tecnica, che però tocca chiunque. La professoressa ci ha fornito innanzitutto una visione d’insieme sulle forme di lavoro autonomo e subordinato e sulle “zone grigie” che si sono sviluppate nel mondo del lavoro.
Tra il lavoro autonomo, fondato sull’auto-organizzazione, e il lavoro subordinato caratterizzato dall’etero-direzione, emergono infatti situazioni intermedie e complesse. Succede spesso che una prestazione professionale inquadrata come autonoma si realizzi con condizioni e vincoli tipici del lavoro dipendente.

Evoluzione storica e tutele
La docente ci ha aiutate a osservare il fenomeno nel tempo. Uno sguardo sul passato, sull’evoluzione del mondo del lavoro negli ultimi decenni e sulle tutele sviluppate dal legislatore e dalla giurisprudenza per queste situazioni sempre più frequenti. E un’attenzione al futuro, ai cambiamenti che aspettano noi, che abbiamo percorsi professionali già avviati, e le prossime generazioni che si preparano a entrare nel mondo del lavoro.
Abbiamo potuto comprendere meglio alcune tipologie di contratto, gli strumenti di tutela, l’importanza del contesto previdenziale e retributivo; ma soprattutto ragionare sulle cause che portano a queste situazioni. Viviamo infatti un mercato del lavoro sempre più precario, con difficoltà crescenti anche per le professioni intellettuali. Tra committente e professionista si creano quindi complessi rapporti di forza, dipendenza e bisogno.

Il valore dell’informazione e dell’associazionismo
L’intervento si è concluso con una riflessione sull’importanza di una corretta informazione, dell’associazionismo e del confronto, essenziali per ogni persona che lavora, qualsiasi sia il suo inquadramento.
Partita IVA come strategia: l’intervento di Francesca Bellini
Questa analisi ci ha portate naturalmente alla riflessione condotta dalla commercialista Francesca Bellini, ben lontana da numeri e tecnicismi: ci ha invitate infatti a soffermarci innanzitutto su progetti e desideri.
Nel suo intervento ci ha parlato della partita IVA non come punto di partenza per un’attività vaga e ancora da definire, ma come punto di arrivo di una strategia. Un contenitore vuoto, che dobbiamo riempire noi fin dall’inizio con il nostro progetto professionale e la nostra visione. Altrimenti, sarà qualcun altro a riempirlo con richieste dall’esterno che facilmente ci porteranno a situazioni di monocommittenza e a imposizioni lontane da ciò che intendiamo realizzare.

Progetto, responsabilità e libertà professionale
Francesca ci ha sollecitate a partire da domande su di noi: cosa desidero fare, chi saranno i miei clienti, che valore e che competenze voglio portare agli altri? Solo da qui nasceranno domande e valutazioni sui numeri, sul fatturato, sul mercato e sul “vestito fiscale” più corretto per la nostra prospettiva. Solo da qui potremo capire se siamo davvero pronte ad assumerci la responsabilità di un progetto nostro e il rischio d’impresa, per non trovarci bloccate in situazioni che ostacoleranno la nostra crescita e libertà.
Conclusioni
È stata un’occasione di confronto stimolante, che ha saputo coinvolgere anche chi tra noi temeva che quello delle false partite IVA fosse un argomento all’apparenza freddo e molto tecnico. Una riflessione importante per tutte noi che siamo al tempo stesso lavoratrici e imprenditrici e che fondiamo le nostre attività su collaborazioni e rapporti di lavoro con altre persone.
