Hai mai pensato a quanto sia importante trovare la tua voce fotografica? Questo processo ti permette di esprimere la tua unicità attraverso le immagini: ecco alcuni consigli per aiutarti a scoprire e valorizzare il tuo stile fotografico.
La fotogenia: sfatiamo un mito
La fotogenia non è una qualità innata dei soggetti, ma una capacità di chi sta dietro la macchina fotografica di fare in modo che l’immagine di chi si trova dall’altra parte risulti piacevole per chi lo guarderà.
Come dice Wikipedia, la fotogenia è “la capacità di maggiorazione estetica della realtà che si ottiene attraverso la fotografia e le immagini cinematografiche“.
È importante abbracciare questa consapevolezza e smettere di pensare alla fotogenia come a una nostra capacità estetica intrinseca.
Lo specchio ci inganna
Perché spesso non ci piacciamo in foto? Perché lo specchio ci frega. Siamo abituate a vederci allo specchio, ma questa immagine è solo un riflesso, non è la realtà.
Quando ci vediamo in foto spesso non ci riconosciamo, perché siamo abituate alla versione di noi che ci rimanda lo specchio. È una versione di noi ribaltata, elaborata e accettata dal nostro cervello.
Questo effetto specchio ci inganna, facendoci vedere un’immagine distorta di noi stesse.
La percezione del corpo
“Specchiandoci non vediamo la realtà bensì il risultato di anni di impulsi culturali, commenti di amici e familiari, preoccupazioni interiori. Una cultura malata di bellezza non smette mai di ricordare alle donne che il loro aspetto è oggetto di valutazioni e critiche da parte degli altri. Sappiamo tutte che cosa si prova quando il nostro carattere e le nostre azioni passano in secondo piano schiacciati dall’importanza dell’estetica ”
Renee Engeln, Beauty Mania – Quando la bellezza diventa ossessione
Una ricerca del 2023 sulla percezione del proprio corpo mostra dati allarmanti: il 47% della generazione Z e il 54% della generazione Y non si piace e vorrebbe cambiare qualcosa del proprio aspetto.
È anche preoccupante notare che i commenti sul corpo iniziano spesso in famiglia, influenzando negativamente la nostra autostima sin da piccole.
Ci confrontiamo con standard di bellezza irrealistici che ci fanno sentire inadeguate. Siamo in un’epoca in cui si parla molto di body positivity, ma i dati mostrano che c’è ancora molto lavoro da fare.
Abbraccia la tua professionalità
“Non volevo essere una donna fotografa: questo mi avrebbe limitata. Volevo essere una fotografa donna, con tutto il mondo aperto di fronte alla mia macchina fotografica.”
Eve Arnold
Essere donna non dovrebbe limitare la nostra professionalità, ma espanderla. Siamo una forza umanizzante nel processo fotografico, e il nostro punto di vista è fondamentale per rendere il discorso sul femminile complesso e variegato.
Il nostro genere non deve essere una limitazione nel raccontarci, nel fotografarci, ma una forza.
Rappresentazione nei media
Le immagini di donne nei siti di stock sono spesso stereotipate e non rappresentano la realtà: è quindi fondamentale creare una narrazione fotografica che rifletta la pluralità e la complessità delle esperienze femminili.
La rappresentazione delle donne nei siti di stock tende a mostrare donne giovani, con pelle perfetta e in ambienti minimali, spesso distanti dalla realtà.

Addirittura, cercando foto di stock con la parola “imprenditrice”, oltre alle solite foto patinate, compaiono improvvisamente foto di uomini.

Per un periodo le fotografie che ricevevo come ispirazione per gli shooting delle mie clienti avevano un’estetica molto simile e specifica: mappamondi, fiori freschi, marshmallow, colori pastello e occhiali con montatura dorata, frasi ispirazionali come “Ce la farai”, “Sei brava”, “Puoi fare tutto”. Questo stile era dominante, e le mie clienti desideravano questo tipo di foto non perché fosse ciò che volevano, ma ciò che pensavano di dover volere.
Era ciò che sembrava giusto, il modello da seguire.

È fondamentale invece che ciascuna di noi sviluppi un punto di vista specifico sul femminile e sulla propria voce fotografica. Questo punto di vista non è immutabile, ma riflette come ci sentiamo qui e ora, con il nostro bagaglio di esperienze come professioniste e come donne. È solo una delle molte percezioni possibili.
Dobbiamo considerare tutte le altre voci, perché solo riappropriandoci della nostra narrazione fotografica possiamo arricchire il discorso sul femminile, evitando di appiattirlo. La tua voce è fondamentale tanto quanto la mia, e nessuna delle due è giudicabile. Il mio punto di vista può essere diverso dal tuo, ma non è una questione di meglio o peggio: entrambi sono validi ed estremamente personali.
Ricordiamoci che ogni punto di vista sul femminile:
- è personale;
- non è giudicabile;
- apporta una voce;
- è una delle percezioni possibili di cui dobbiamo tenere conto;
- non è per sempre.
Lavorando insieme e integrando più voci, possiamo finalmente rendere complessa e sfaccettata una narrazione che altrimenti rischierebbe di diventare monotona e riduttiva.
Definisci il tuo tono di voce fotografico
Potresti avere familiarità con il concetto di tono di voce se magari hai rifatto il sito o se hai lavorato con una copywriter. Generalmente infatti il tuo tono di voce si riferisce alle parole che utilizzi.
Il tono di voce fotografico segue lo stesso principio: qual è la voce fotografica che ti rappresenta?
Esercizio: il potere del “No”
Facciamo insieme un esercizio. Prendi un foglio e scrivi cosa per te non è femminilità.
Una volta che avrai la tua lista, prova a trasformare questi “No” in affermazioni positive che riflettono la tua visione del femminile. Ad esempio, se per te la femminilità non è legata ai tacchi alti, scrivi cosa rappresenta invece la tua femminilità, come un abbigliamento comodo e pratico.
Questo ti aiuterà a definire cosa è invece la tua femminilità. Perché? Partire dal “No” ci aiuta a chiarire cosa non ci rappresenta, permettendoci di definire meglio la nostra identità.
Studia le donne che ammiri
Pensa a una donna che ammiri e analizza il suo tono di voce fotografico: questo ti aiuterà a capire come vuoi rappresentarti attraverso le tue immagini.
Non si tratta solo di estetica, ma di esprimere chi sei veramente. Non pensare a un corpo e un’immagine e una fotografia come un corpo estetico, ma come una voce fotografica.
Ad esempio, puoi ispirarti a figure come Lizzo, Michelle Obama, Lauryn Hill o Angela Davis, ognuna con un tono di voce fotografico forte e incredibilmente distintivo.
Il tono di voce fotografico è come quello delle parole: deve rispecchiare chi siamo e come vogliamo essere percepiti.
Dal corpo come estetica al corpo come strumento
Possiamo cercare di considerare il corpo non solo come un complemento estetico, ma come uno strumento vero e proprio. Quando pensi al tuo lavoro e ai processi lavorativi, ti rendi conto che il tuo corpo svolge azioni incredibili e meravigliose che contribuiscono al tuo successo. Questo è un aspetto su cui ci soffermiamo molto nella fotografia di branding, perché è importante comprendere non solo il prodotto finito, ma anche il lavoro che c’è dietro.
Riflettere sul processo e considerare il corpo come uno strumento, piuttosto che solo dal punto di vista estetico, ti aiuta a de-oggettivizzare te stessa. Questo concetto si ricollega al passaggio dalla body positivity alla body neutrality.
La body positivity promuove l’accettazione del proprio corpo, affermando che ogni corpo ha una voce, è degno di essere presente e combatte la propria battaglia. È un messaggio potente e bellissimo.
La body neutrality, invece, ti invita a vedere il corpo come un semplice strumento. Tutti abbiamo un corpo e il nostro corpo fa cose straordinarie. Riconoscere questo ti aiuta a distogliere lo sguardo dalla pura estetica e a vedere il corpo come un alleato essenziale nel tuo lavoro quotidiano.
Questo cambio di prospettiva può davvero trasformare il modo in cui percepisci te stessa e il tuo lavoro, portandoti a valorizzare il corpo per le sue capacità e non solo per il suo aspetto.
Ogni corpo ha una voce e merita di essere raccontato nella sua autenticità, andando oltre la superficie estetica.
Conclusione
Trovare la tua voce fotografica è un processo di scoperta continua. Esplora, sperimenta, ascolta te stessa e racconta le tue storie attraverso le immagini. Con pazienza e dedizione, la tua fotografia rifletterà la tua unicità e la tua visione del mondo.
Non dimenticare che ogni corpo ha una voce e merita di essere raccontato nella sua autenticità. Essere donna è un aspetto molto importante della nostra professionalità e deve espanderla, non limitarla.
Approfondimenti e risorse
- Beauty Mania – Renee Engeln
- La ricerca di Alice Orrù: foto di stock inclusive
- Dàme magazine
- Cosa significano bellezza e bruttezza nell’era di internet?
- Tutta colpa dei social? A proposito di tv
- Me and Other Things di Sandra Lazzarini:
- “Caro Corpo” a cura di Lara Lago
- Body Positivity e immagine corporea: alternative all’attenzione sui corpi
Note della redattrice
Questo post nasce dalla rielaborazione del webinar di Rete al Femminile Ri-scopri il tuo lato femminile e raccontalo nel tuo lavoro.
